domenica 7 maggio 2017

Dreaming Bettino.

Stanotte ho fatto un bellissimo sogno: Ero ad un congresso socialista, allegro pieno di gente che si divertiva e rideva, con un profluvio di bandiere svolazzanti, quando ad un certo punto spunta il leader maximo: Bettino Craxi. Sorride sornione, è felice e saluta tutti con calore poi, per festeggiarlo gli facciamo segno di sedersi, abbiamo organizzato uno spettacolo per lui, una sorta di teatrino orientale con protagoniste due figure di carta che si muovono all'interno della scena, noi attori (recito anch'io) invece, interpretiamo la scenografia che muta con i movimenti e il proseguio degli eventi. La storia è molto semplice, una sorta di AIKU in movimento, parla di una coppia di amanti in fuga per via del loro amore proibito. Lo spettacolo è molto breve ed alla fine, tutto il congresso è uno scroscio di applausi, in quel momento  mi volto e lo vedo, Craxi mi sorride bonario, mi avvicino a lui e gli dico:" ti è piaciuto? Era un AIKU!" Lui non dice niente, mi sorride, mi cinge la spalla e insieme guardiamo le bandiere del PSI che si agitano nel vento. D'un tratto, quasi non visto, lì in mezzo si alza un aquilone con con il simbolo dell'Ulivo e con Prodi sopra, io preoccupato guardo Bettino ma lui prontamente mi rassicura, scompigliandomi i capelli: "Non preoccuparti, alla prima folata volerà via." Mi rilasso, e continuo ad ammirare sorridente, le bandiere del congresso P.S.I.
Sono tre giorni che non bevo, sarà mica un effetto collaterale?

mercoledì 8 marzo 2017

8 marzo, ma che, davero davero...

Oggi otto marzo si terrà uno sciopero generale con manifestazioni in tutta Italia per solidarizzare con le donne di tutto il mondo, contro lo sfruttamento Delle stesse e per un equo trattamento lavorativo. Io non so, ma se fossi donna eviterei questa pagliacciata per rispetto a me stessa. Le motivazioni sono, semplificando, queste:
1) Lo sciopero ed annesse manifestazioni, sono eterodirette e calate dall'alto, senza alcun che di spontaneo.
2) È più che evidente lo sfruttamento peloso di questi eventi in funzione anti-trumpiana.
3)Ma veramente i sindacati non hanno un       cazzo di meglio da fare? Non dovrebbero forse organizzare occupazioni ad oltranza dei posti di lavoro, bloccare la grande distribuzione e le fabbriche di produzione? Le condizioni lavorative generali sono penose ed insostenibili nel lungo periodo per chiunque, al di là del genere alla quale uno od una appartiene.

Volendo approfondire le motivazioni potrebbero essere ancora di più, ma credo che queste siano più che sufficienti per evitare una inutile partecipazione ad una stronzata pedissequa ed inutile come questa.

venerdì 10 febbraio 2017

A tutte le agenzie per il lavoro

Questa è la mail con la quale ho risposto all'ennesimo trasferimento di agenzia.
Dopo il fallimento di Trenkwalder sono stato costretto dalla mia azienda fruitrice (il cliente) a cambiare azienda somministratrice (pappone) se avessi voluto continuare a vedere una paga (contropartita del servizio). Il nuovo pappone si chiama(va) obiettivo lavoro.
Purtroppo a fine dell'anno scorso questi sono stati assorbiti da un pappone più grosso (Ranstad), ed ora mi hanno costretto ad iscrivermi anche alla loro azienda per poter visualizzare i cedolini.
Questo è stato il mio sfogo:

Ora dovrebbe essere a posto.

Al di là di questo, trovo irritante ed inopportuna tutta questa procedura.

Siete voi ad essere stati assorbiti da Ranstad e spetterebbe a voi l'onere di occuparvi del trasferimento dei dati utente.

Altresì trovo che sia di una violenza inaudita costringere continuamente un essere umano a passare da una agenzia ad un'altra solo per poter mantenere un posto di lavoro. Io non ho scelto di iscrivermi ad obbiettivo lavoro (preferisco mantenere la doppia consonante) ne ora ho scelto di iscrivermi a ranstad. Per quanto possa suonare fuori luogo in questa mail mi fa piacere ricordare voi che state trattando con degli esseri umani e non con delle bestie da soma o peggio ancora della carne da macello da spostare dove vi pare ad un tanto al chilo. Se questo gioco vi riesce è solo perché frutto di un ricatto al quale persone come me sono costrette a sottostare.

Arrivederci.

È ufficiale, mi sono rotto il cazzo.

domenica 24 marzo 2013

Tutti insieme nella banda B.B. (ovvero l'ultimo tentativo di inciucio)


La notizia del giorno è che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato l'incarico a Pierluigi Bersani di verificare la possibilità di formare un governo.
Abbiamo appena assistito all'ennesimo colpo di reni del PD che tenta in ogni modo di sopravvivere alla propria conclamata inadeguatezza. Il partito bestemmia (©Lameduck) è riuscito a prendersi la presidenza di entrambe le camere con il beneplacito silenzioso del PDL: Cosa sta succedendo? Dove sono i cori di protesta? Perché il PDL, dopo avere ottenuto all'ultima tornata elettorale la maggioranza al Senato non ha protestato per averne anche la presidenza? A che gioco stanno giocando queste due forze politiche?
Questo a casa mia si chiama INCIUCIONE. La strategia di entrambi i partiti sembra essere quella di estromettere la terza forza politica di questo paese (il M5S). Ma partiamo dall'inizio.
Dopo le elezioni il PD aveva cercato immediatamente l'appoggio del M5S per salvare la faccia, ma in realtà stava corteggiando il PDL utilizzando lo stratagemma della donna specchio di dantesca memoria. Sapendo già, che da parte dei “grillini” ci sarebbe stato un netto diniego a queste avance, ha poi optato per una strategia diversiva, tirando fuori dal cilindro due outsider, Pietro Grasso e Laura Boldrini, utili per rimbiancare il sepolcro Piddino e confondere le idee al M5S. Nonostante le apparenze, Pietro Grasso, parrebbe rappresentare all'interno del PD le istanze del PDL, dunque, al Senato vi è un uomo che mette d'accordo entrambe le parti. Questo “silenzio” del PDL è in realtà usato come moneta di scambio per bloccare i processi di Berlusconi, cosa che, notizia di oggi, è appena avvenuta. Si vedrà poi per la scelta del prossimo Capo di Stato, necessaria per sciogliere le camere in vista delle prossime elezioni, elezioni che si fanno sempre più probabili, non prima naturalmente di una riforma elettorale ancora più stringente nei confronti del M5S (probabilmente un super-porcellum o qualcosa di simile) e di una serie di leggi per calmare la Troika.
Chi sarà il prossimo Capo di Stato? Probabilmente una persona molto vicina alla banda BB (Bersani Berlusconi) e in grado di accontentare le esigenze di entrambi, forse un D'Alema (anche se si è giocato tutta la credibilità che aveva nel'99), oppure un Prodi (improbabile perché inviso a Berlusconi), Gianni Letta (eminenza grigia adatta a tutti), alcuni parlano persino di Casini (anche se dopo l'ultima tornata elettorale ha perso praticamente tutto l'appeal che poteva avere). Fuori da ogni gioco sono probabilmente Mario Monti e Mario Draghi, da non scartare l'ipotesi Amato (anch'egli buono sia d'estate che d'inverno).
Il balletto di questi giorni dimostra come questi politicanti esperti non si siano troppo scomposti alla venuta in parlamento del M5S, anzi adesso che si trovano sul loro stesso campo sono pronti a sbranarli e a ridurli in brandelli. Continueranno con questi coup de théâtre finché non avranno ottenuto quello che vogliono : Conservare la propria posizione di potere sino alla morte a costo della nostra pelle. Ci stanno svendendo e non hanno alcun interesse per il futuro di questo paese. Diventeremo una succursale tedesca, una pseudo-cina di terroni (come disse Bellavista : « siamo tutti i terroni di qualcuno »).
Il M5S sta invece cercando di tenere botta, senza una chiara idea di futuro. Attendendo su un lato del fiume il passaggio del cadavere del nemico. La cosa buona è che sta impiegando questo tempo per istruire e far crescere i propri parlamentari, troppo acerbi ed ingenui per la piscina di squali che è il parlamento.
(Postilla)
La manifestazione di ieri del PDL a Roma, tra simpatizzanti, figuranti, nani e ballerine è soltanto fumo negli occhi degli elettori ed un messaggio chiaro al PD: “O si fa un accordo o si torna alle elezioni”, Napolitano ha infatti chiamato all'ordine Bersani per organizzare l'inciucione e smettere di tergiversare, grazie anche all'insistenza di renziani e dalemiani che fanno terra bruciata intorno al proprio segretario. Ne vedremo delle belle, anche perché qualunque cosa decideranno di fare, tornerà a vantaggio del M5S.

M5S Pro und contra Analisi e confutazione del pericolo rivoluzionario che rappresenta secondo i WU MING.



(articolo originariamente pubblicato su Peprovoca.it)

Una premessa è necessaria, questo articolo viene in ritardo rispetto a quello scritto dai WU MING (Collettivo di scrittori che personalmente stimo) su L'INTERNAZIONALE di quasi venti giorni. Inizialmente non avevo intenzione di scrivere nulla in proposito ma visto che, continuo a leggere sul web di utenti e blogger che utilizzano argomentazioni non dissimili, ho deciso di prenderlo come esempio per tutti gli altri. Cito dall'articolo:

Adesso che il Movimento 5 stelle sembra aver “fatto il botto” alle elezioni, non crediamo si possa più rinviare una constatazione sull’assenza, sulla mancanza, che il movimento di Grillo e Casaleggio rappresenta e amministra. L’M5s amministra la mancanza di movimenti radicali in Italia. C’è uno spazio vuoto che l’M5S occupa… per mantenerlo vuoto.”

Come ha fatto loro notare Bifo (guardare l'aggiornamento di stato del 26 febbraio ma anche questa nota) “[...]i wu ming si lamentano del fatto che il movimento di Beppe Grillo amministra l'assenza di movimento in Italia. Ragionamento bislacco davvero. Dal momento che la società italiana è incapace di muoversi allora debbono stare tutti fermi?[...]”.
Dunque per i WU MING, il M5S servirebbe allo status quo per deviare il montare della protesta italiana in un qualcosa di più ammaestrabile, di modo che nulla cambi.
Non sono d'accordo innanzitutto perché il M5S non è mai stato critico nei confronti della società capitalistica tout court ma piuttosto nella sua espressione dirigenziale, ovvero, con chi la controlla. Le istanze del movimento sono dunque rivolte a una maggiore trasparenza di questa classe e a un miglioramento della qualità della stessa.

Nonostante le apparenze e le retoriche rivoluzionarie, crediamo che negli ultimi anni il Movimento 5 stelle sia stato un efficiente difensore dell’esistente. Una forza che ha fatto da “tappo” e stabilizzato il sistema. È un’affermazione controintuitiva, suona assurda, se si guarda solo all’Italia e, soprattutto, ci si ferma alla prima occhiata. Ma come? Grillo stabilizzante? Proprio lui che vuole “mandare a casa la vecchia politica”? Proprio lui che, dicono tutti, si appresta a essere un fattore di ingovernabilità?
Noi crediamo che negli ultimi anni Grillo, nolente o volente, abbia garantito la tenuta del sistema.”



Qui, continua la confusione degli scrittori tra un movimento anti-sistema ed uno che invece il sistema vorrebbe soltanto cambiarlo senza sovvertirlo. A ben guardare, poi, il sistema ha tremato e non poco alla vittoria del M5S e per notarlo non bisogna cercare in Italia ma a Bruxelles e Berlino. Malgrado la fumosa e contraddittoria politica economica del movimento, è bastato che Grillo, urlasse/minacciasse un referendum per chiedere agli italiani se vogliono uscire dal regime monetario attuale (cosa che personalmente trovo semplicemente ridicola dopo trent'anni di propaganda a suo favore), che la BCE e il governo tedesco iniziassero a “friggere” nel timore di un eventuale uscita italiana dall'euro zona. Non a caso il piano B della Germania sarebbe quello di uscire prima di noi, facendo passare al loro elettorato il messaggio: “non vogliamo più avere a che fare con questi fannulloni”. Con la maggioranza italiana a fustigarsi il culo perché: “abbiamo vissuto troppo a lungo al di sopra dei nostri mezzi”. Questa retorica pseudo cattolica mi disgusta non poco.


Negli ultimi tre anni [...] ci sono sì state lotte importanti, ma sono rimaste confinate in territori ristretti oppure sono durate poco. [...] Niente indignados, da noi; niente #Occupy; niente “primavere” di alcun genere; niente “Je lutte des classes” contro la riforma delle pensioni.
Non abbiamo avuto una piazza Tahrir, non abbiamo avuto una Puerta de Sol, non abbiamo avuto una piazza Syntagma. Non abbiamo combattuto come si è combattuto – e in certi casi tuttora si combatte – altrove. Perché?
I motivi sono diversi, ma oggi vogliamo ipotizzarne uno solo. Forse non è il principale, ma crediamo abbia un certo rilievo.
Da noi, una grossa quota di “indignazione” è stata intercettata e organizzata da Grillo e Casaleggio – due ricchi sessantenni provenienti dalle industrie dell’entertainment e del marketing – in un franchise politico/aziendale con tanto di copyright e trademark, un “movimento” rigidamente controllato e mobilitato da un vertice, che raccatta e ripropone rivendicazioni e parole d’ordine dei movimenti sociali, ma le mescola ad apologie del capitalismo “sano” e a discorsi superficiali incentrati sull’onestà del singolo politico/amministratore, in un programma confusionista dove coesistono proposte liberiste e antiliberiste, centraliste e federaliste, libertarie e forcaiole. Un programma passepartout e “dove prendo prendo”, tipico di un movimento diversivo.”


Proseguono ancora con questa confusione tra un movimento che vuole cambiare il sistema, ed uno che vorrebbe riformarlo e non sembrano riuscire a concepire la possibilità di una sua esistenza. Ma non si fermano qui, accusano Grillo e Casaleggio di avere sottratto forze ai movimenti “radicali” e averle introiettate e irreggimentate nel M5S. Non credo sia così, quei movimenti esistono ancora e possiedono ancora la forza che avevano in passato, cioè zero. Questo perché non sono stati capaci di rinnovare le istanze e i linguaggi, ne di aprirsi all'esterno. Hanno perseguito volontariamente un atteggiamento di superiorità e di autoreferenzialità, chiudendosi sempre più in se stessi ed estromettendo chiunque non la pensasse esattamente come loro (rischio che corrono anche i “grillini”). Vero è il verticismo e il settarismo del M5S. Così anche la loro ambiguità ideologica che sembra inglobare tutto, anche idee quanto meno contraddittorie. I WU MING sembrano sottovalutare però la capacità e l'intelligenza delle persone che ne fanno parte.


Fateci caso: l’M5s separa il mondo tra un “noi” e un “loro” in modo completamente diverso da quello dei movimenti di cui sopra.
Quando #Occupy ha proposto la separazione tra 1 e 99 per cento della società, si riferiva alla distribuzione della ricchezza, andando dritta al punto della disuguaglianza: l’1 per cento sono i multimilionari. Se lo avesse conosciuto, #Occupy ci avrebbe messo anche Grillo. In Italia, Grillo fa parte dell’1 per cento.
Quando il movimento spagnolo riprende il grido dei cacerolazos argentini “Que se vayan todos!”, non si sta riferendo solo alla “casta”, e non sta implicitamente aggiungendo “Andiamo noi al posto loro”.
Sta rivendicando l’autorganizzazione autogestione sociale: proviamo a fare il più possibile senza di loro, inventiamo nuove forme, nei quartieri, sui posti di lavoro, nelle università. E non sono le fesserie tecnofeticistiche grilline, le montagne di retorica che danno alla luce piccoli roditori tipo le “parlamentarie”: sono pratiche radicali, mettersi insieme per difendere le comunità di esclusi, impedire fisicamente sfratti e pignoramenti eccetera.”


I WU MING proseguono con la confusione sopracitata (tra movimenti riformisti e rivoluzionari) e poi parlano della suddivisione del mondo “grillino” in un “noi” (i buoni) ed un “loro” (i cattivi), paragonandola a quella che fece #Occupy. Si parla, in entrambi i casi, di movimenti che sono ancora in fase di formazione e questo, per un processo identitario, è necessario oltre che sano. Il fatto che #Occupy voglia rivoluzionare il mondo, mentre il M5S si propone semplicemente di riformarlo è la sola differenza che caratterizza questa divisione duale. Si può criticare al movimento una pretesa patente di superiorità nei confronti di chiunque non sia dentro il movimento, spero che inizino ben presto a capire che non devono pensare, guardando ai vertici politici ed economici del paese, di essere migliori di loro ma semplicemente pensare: “Noi possiamo essere migliori di così”, assumendosi la responsabilità delle proprie colpe senza spostarle sull'altro da sé. I WU MING scrivono poi dei movimenti “radicali” che cercano di creare spazi “altri” per l'autogestione della socialità. Argomenti condivisibili per carità, se non fosse che nella realtà non vengono praticati o se lo sono, escludono chiunque non faccia parte del loro tessuto comune. Abitando a Bologna posso citare gli esempi dei vari centri sociali (il fu Bartleby, TPO, XM24, VAG61, etc.) che non apportano nulla o quasi al tessuto connettivo cittadino. Sono aperti a tutti, ma di fatto sono estremamente chiusi e preclusi a chiunque voglia intervenire e creare qualcosa al loro interno. Questo impedisce loro di crescere, svilupparsi e di crearsi un radicamento nella vita sociale cittadina. Non è normale ed è un difetto non da poco. La non trasversalità generazionale, la mancanza di democrazia gestionale interna, l'impossibilità di accettare il diverso da se, sono solo alcuni dei problemi interni che hanno e che in parte condividono con il M5S, con la differenza che il M5S possiede una trasversalità generazionale e di ceto sociale.


[...] L’unico modo per saper leggere la fase che inizia, è comprendere quale sia stato il ruolo di Grillo e Casaleggio nella fase che termina. Per molti, si sono comportati da incendiari. Per noi, hanno avuto la funzione di pompieri.
Può un movimento nato come diversivo diventare un movimento radicale che punta a questioni cruciali e dirimenti e divide il “noi” dal “loro” lungo le giuste linee di frattura?
Perché accada, deve prima accadere altro. Deve verificarsi un Evento che introduca una discontinuità, una spaccatura (o più spaccature) dentro quel movimento. In parole povere: il grillismo dovrebbe sfuggire alla “cattura” di Grillo. Finora non è successo, ed è difficile che succeda ora. Ma non impossibile. Noi come sempre, “tifiamo rivolta”. Anche dentro il Movimento 5 stelle.”


Perché i WU MING pensano che il M5S debba diventare radicale? Per uniformarsi alle loro lotte? Sono nati come una cosa diversa e di rottura (anche se in parte apparente) con il passato.
Il M5S non vuole essere “rivoluzionario” in senso classico e questo sembra chiaro.
Che il movimento debba, nella lunga distanza, allontanarsi da Grillo e Casaleggio è un dato di fatto e credo diventerà una necessità. Personalmente condivido alcune delle obiezioni e delle paure dei WU MING (vedi questo) ma credo che ci sia il bisogno di pensare al M5S come ad una nuova forma partitica che sia destinata a cambiare il modo di fare politica in questo paese. È solo l'inizio, hanno aperto solo uno spiraglio in un mondo considerato inaccessibile ed è bene che si inizi a lavorare per proseguire e terminare questa evoluzione democratica.
Quello che mi sorprende è constatare nei WU MING ma anche in tanti altri intellettuali, giornalisti e blogger, un'esplicita sottovalutazione della base del M5S. Sono convinti che essi siano fondamentalmente degli ingenui in buona fede, incapaci di discernere il vero dal falso, il reale dall'irreale. Quando si sentono cattivi li classificano come sciocchi. Questa presunzione paternalistica è figlia di un mondo profondamente idealizzato ed ideologizzato da radical chic che vivono al di fuori della realtà, che si pongono al di sopra del “volgo incolto” come mente teorica designata. Il mondo sta cambiando e noi con lui. Vedremo a breve quello che succederà. Io dal canto mio tifo rivolta come loro (i WU MING) ma come rivoluzione della mente e nella mente, per l'abbandono di schemi concettuali vetusti.

La caciara delle cicale per la cacciata del Grillo.


(Post originariamente pubblicato su Peprovoca.it)
 
Come molti non ho un lavoro. Non avendo un lavoro, ho la possibilità di osservare con calma quello che è successo e succede in Italia in questo periodo. Sinceramente, la vedo semplice:

  1. I partiti tradizionali sono da tempo totalmente disconnessi dalla realtà fattuale italiana. Per dirla tutta, non sanno quanto costa un chilo di pane, non sanno che contratto di lavoro mediamente abbia un cittadino, specie se è sotto i trent'anni e quanto venga pagato (Di questo è colpevole principalmente il PD che ha sostenuto ad esempio l'ultima riforma in merito della Fornero ma l'elenco sarebbe lungo). Si potrebbe giustificarli con il fatto che la maggior parte di loro è di sesso maschile e sopra i sessant'anni, dunque, statisticamente non fa la spesa dai tempi universitari (sempre che l'abbiano mai fatta, l'università intendo, ma anche la spesa).

  1. Dal 2005 si è presentato un “nuovo” protagonista politico. In realtà poi se guarda con attenzione, si nota che i comizi comici di Beppe Grillo sono iniziati molto prima (lo spettacolo “Buone Notizie” è del 1991, ma l'ispirazione potrebbe essergli venuta dal contatto con il comico francese Coluche in “Scemo di guerra”). Nel 2008 con le Liste 5 Stelle entra ufficialmente in politica. Il fenomeno Grillo in realtà altro non è che la trasformazione di uno spettacolo itinerante in un comizio. Grillo dunque, riempie le piazze e i palazzetti da un sacco di tempo. Ma ricordiamoci questa data, 16 Luglio 2008 in cui il movimento si candida per la prima volta.

  1. 15 Settembre 2008, il crack di Lehman Brothers. È l'inizio ufficiale della crisi.
    La notizia crea scompiglio in tutto il mondo e le sue conseguenze, per quanto ci riguarda, le sentiamo ancora adesso (cosa che non riguarda i paesi al di fuori dell'Eurozona, che si stanno oramai riprendendo). Questa sorpresa è per molti operatori una finzione, visto che le cose si presagivano da tempo e tanti sapevano cosa sarebbe successo (Da qui, secondo me, la scelta di Grillo e il suo gruppo di buttarsi in politica anticipando i tempi preventivati, basta guardare i risultati delle elezioni di quel periodo per averne una conferma).
  2. L'arrivo sulla scena di Mario Monti e di Mario Draghi. Non che prima non ci fossero, ben inteso, ma erano, in una posizione più defilata (Solo in apparenza, loro sono tra i protagonisti, l'uno della prima Repubblica e l'altro della seconda). Draghi riceve la nomina a Giugno ma prende effettivamente l'incarico solo il primo Novembre. Monti, invece, diviene Presidente del Consiglio il 17 Novembre (anche se il suo nome circolava tra i papabili dai primi del mese). Cosa è successo? Draghi e Trichet avevano mandato una letterina a Berlusconi dicendogli praticamente che avrebbero chiuso i rubinetti della BCE se non avessero tagliato il tagliabile e oltre. Il governo Berlusconi cade per le pressioni internazionali e gli succede Monti che, con il consenso dell'intero Parlamento decide che è arrivato il momento delle vere lacrime e del sangue (per noi). Il paese cade in una recessione ancora più profonda, ma lo spread cala. Quello che molti non sanno è che lo spread è calato non per via dei tagli (che hanno addirittura aggravato il debito pubblico italiano) ma per l'intervento di Draghi che ha reimmesso liquidità nel sistema bancario europeo.

Questi sono, secondo me, i punti fondamentali da tenere a mente.
Come siamo finiti adesso in questa caciara? La solita unione di fattori, non ultima la totale e supina accondiscendenza del Parlamento alle richieste della BCE tramite la persona del capo del governo. Da notare inoltre la manovra di Berlusconi, che conscio di avere perso gran parte del suo bacino elettorale durante il suo governo, alla sua caduta, è riuscito a mantenere il silenzio per un anno intero, mandando avanti il suo delfino Alfano, uscendo alla fine fuori come il salvatore della patria per l'ennesima volta. In campagna elettorale è stato l'unico a parlare di un eventuale uscita dall'euro, oltre a Grillo, essendo euroscettico praticamente da sempre (avendo trasformato la problematica sulla moneta unica da argomento di sinistra ad uno di destra).
Il PD (mi rifiuto di usare il sostantivo “sinistra” per questo obbrobrio senza sostanza costruito a tavolino) è colpevole di aver fatto una campagna elettorale inconsistente e lontana dalla base dei suoi votanti. L'unico momento in cui ha chiesto loro aiuto è stato per la pagliacciata delle primarie a soli 2€ per votante, poi, il silenzio.
Monti, invece, ha incentrato la campagna elettorale sulla sua presunta messianicità e cercando di apparire umano fallendo miseramente da quell'automa con delirio di onnipotenza che è. Lo immagino su internet davanti ad un captcha che gli chiede di dimostrare di essere un essere umano e lui che digita “No”.
Non sto a parlare per pietà cristiana dell'immigrato Guatemalteco o del falso vincitore dello zecchino d'oro. Inesistenti senza la coscienza di esserlo, dopo tutto come può qualcosa che non esiste avere una coscienza?
Grillo? Grillo fa audience in TV senza andare nei salotti buoni (ricordandomi il vecchio partito radicale, che negava la sua presenza nei palinsesti televisivi dalla TV), Grillo parla dalla rete e nella rete, francamente senza rinnovare il linguaggio, ma non si può avere tutto. Credo di aver anche notato un certo timore di vincere da parte sua. La sua, è una campagna di successo, anche se annacquata dai vari sproloqui e dalla mancanza di un messaggio forte (essendo il M5S stesso, il mezzo e il messaggio). Il primo ed unico a ricevere continue critiche, spesso gratuite, da tutti i media italiani, a parte Il Fatto Quotidiano. Quei media che per la maggiore sopravvivono nei televisori e nella carta stampata, incapaci di vedere e comprendere il cambio di rotta imminente, una volta compreso il quale, cercano di influenzare l'opinione pubblica a suo sfavore, cosa mai successa prima.

Le elezioni sono andate come sono andate, lo sappiamo. Grazie a queste potrebbe esserci un aumento di domanda di psichiatri, psicologi e psicanalisti, per curare ed arginare lo sgomento e lo smarrimento di PD e piddini, che, invece di una sana autocritica, si sono lanciati con rinnovato vigore in un attacco idrofobico a chiunque abbia la vaga parvenza di difendere il M5S.
Una grande caciara insensata e inutile, quando tutto avrà inizio il 19 marzo.
Per quanto mi riguarda, non ho fiducia in nessun membro della nomenklatura vecchia e nuova e quelli della nuova spero facciano del loro meglio per guadagnarsela. I discorsi sul futuro di questo paese potranno essere fatti solo dopo la nascita del governo, qualunque forma esso assumerà.
Una domanda mi sorge spontanea, ma dopo tutto questo, all'alba di quella che già viene chiamata terza repubblica, Andreotti è ancora vivo? Oramai dovrebbero essere già morti quelli che gli hanno scritto i coccodrilli.

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